31) Heisenberg. Nuovo rapporto soggetto-oggetto.
La scienza non sta come spettatrice davanti alla natura, ma il suo
intervento modifica e trasforma l'oggetto del conoscere. Il
metodo non pu pi separarsi dall'oggetto.
W. Heisenberg, Natura e fisica moderna, traduzione di E. Casari,
Garzanti, Milano, 1985 2, pagina 55.

 Se si pu parlare di un'immagine della natura propria della
scienza esatta del nostro tempo, non si tratta quindi pi
propriamente di una immagine della natura, ma di una immagine del
nostro rapporto con la natura. L'antica suddivisione del mondo in
un accadimento obiettivo nello spazio e nel tempo da una parte, e
l'anima, in cui tale accadimento si rispecchierebbe, dall'altra,
la distinzione cartesiana, cio, tra la res cogitans e la res
extensa, non pu pi servire come punto di partenza della scienza
moderna. Obiettivo di questa scienza  piuttosto la rete delle
relazioni tra uomo e natura, la rete delle connessioni per cui
noi, come esseri viventi dotati di corpo, dipendiamo dalla natura,
come sue parti, e nello stesso tempo, come uomini, la rendiamo
oggetto del nostro pensiero e della nostra azione. La scienza non
sta pi come spettatrice davanti alla natura, ma riconosce se
stessa come parte di quel mutuo interscambio tra uomo e natura. Il
metodo scientifico che procede isolando, spiegando e ordinando i
fenomeni diviene consapevole dei limiti che gli derivano dal fatto
che il suo intervento modifica e trasforma il suo oggetto, dal
fatto cio che il metodo non pu pi separarsi dall'oggetto.
L'immagine scientifica dell'universo cessa quindi di essere una
vera e propria immagine della natura.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagina 816.
